Vitamina D in inverno: perché è così importante?

Vitamina D in inverno: perché è così importante?

Ormai tutti conoscono l’importanza della vitamina D per la nostra salute, a ogni età.

Non è un caso se, sempre più frequentemente, ne viene prescritto il dosaggio (tramite un semplice prelievo del sangue) da parte del medico di medicina generale.

Ma perché tenere sotto controllo i livelli di vitamina D diventa importante, soprattutto in autunno e in inverno?

E perché c’è chi decide di assumerla tramite integrazione anche in assenza di carenza “certificata” dalle analisi?

Scopriamolo!

Cos’è la vitamina D (o calcitriolo)

Innanzitutto, va sottolineato che nonostante si parli di “vitamina” al singolare, ne esistono di svariate appartenenti allo stesso gruppo.

Le due principali sono la vitamina D2 (o ergocalciferolo) e la vitamina D3 (o colecalciferolo).

La vitamina D2 è prodotta dalle piante e si trova in alcuni vegetali che assumiamo, mentre la Vitamina D3 può essere prodotta dai mammiferi. 

La D3 si trova, quindi, in alcuni alimenti animali (latte, pesce, olio di fegato di merluzzo) e la produciamo anche noi con l’esposizione ai raggi solari.

La vitamina D3 sembra la più efficace nell’aumentare i livelli ematici di vitamina D, probabilmente perché identica alla vitamina D che produciamo noi umani.

Entrambe - come le altre del gruppo - sono vitamine liposolubili, ovvero vitamine che vengono assorbite insieme ai grassi che introduciamo con la dieta.

Parleremo genericamente di “vitamina D” per indicare sia la D2, sia la D3, nel caso proprietà, funzioni e carenze riguardino entrambe.

Funzioni principali della vitamina D

La vitamina D agisce più come un pre-ormone che come una vitamina, perché non viene solo assunta con alimentazione o integratori.

Una parte della nostra quantità di vitamina D, infatti, viene prodotta dal nostro organismo grazie ai raggi del sole, che agiscono come catalizzatori.

La vitamina D: 

  • contribuisce al normale assorbimento/utilizzo del calcio e del fosforo 

  • contribuisce a normali livelli di calcio nel sangue 

  • contribuisce al mantenimento di ossa normali 

  • contribuisce al mantenimento della normale funzione muscolare 

  • contribuisce al mantenimento di denti normali 

  • contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario 

  • interviene nel processo di divisione delle cellule.

Tutte queste sono le funzioni riconosciute dalla comunità scientifica, nonché i claim autorizzati dall’Unione Europea. 

La carenza di vitamina D

La carenza di vitamina D è un fenomeno piuttosto comune in Italia, tant’è che il dosaggio può essere prescritto dal medico di medicina generale soprattutto nei soggetti “a rischio”, in particolar modo nelle donne in menopausa o in presenza di osteopenia e/o osteoporosi.

Altrettanto importante è il ruolo della vitamina D in presenza di malattie autoimmuni.

La carenza di vitamina D può portare dolori ossei, muscolari o articolari, debolezza fisica e fragilità ossea. 

I sintomi, tuttavia, non sono sufficienti a fare una diagnosi e l’unico parametro affidabile per capire se si è in presenza di una carenza è un prelievo del sangue.

La quantità di vitamina D (e di calcio circolante, a discrezione del medico) viene infatti rilevata tramite analisi di laboratorio su campione ematico. 

Stando al sito di AIFA valori indicativi di “carenza” di vitamina D sono individuati per valori di 25(OH)D inferiori a 20 ng/mL.

Pertanto, per valori di 25(OH)D < 20 ng/mL è giustificato l’inizio della supplementazione di vitamina D in ambito medico.

Integrazione di vitamina D

Essendo la vitamina D una sostanza che si può assumere con la normale alimentazione e non una sostanza assente nella nostra dieta abituale, c’è chi utilizza comunque integratori anche in assenza di una carenza conclamata.

Infatti, soggetti che si espongono poco alla luce solare, che non consumano latticini o donne in menopausa - appurato ormai il legame tra avanzare dell’età e diminuzione della produzione endogena di vitamina D - spesso scelgono di utilizzare un integratore di vitamina D a dosaggio adeguato.

Va detto anche che i pareri sul fabbisogno di vitamina D sono piuttosto discordanti.

Il National Institutes of Health (NIH) consiglia, oltre a un’adeguata esposizione solare, un’assunzione tra le 400 e le 800 UI al giorno, a seconda dell’età e di eventuali gravidanze.

Stando ai consigli della SIOMMMS (Società Italiana dell'Osteoporosi, del Metabolismo. Minerale e delle Malattie dello Scheletro), invece, il fabbisogno giornaliero di vitamina D varia da 1500UI/die per gli adulti sani a ben 2300UI/die per gli anziani

La forbice è piuttosto ampia ed è anche per questo che molte persone, ormai, prendono come riferimento i valori (più elevati) della SIOMMMS.

Quale integratore scegliere? 

Il D Plus Solution è il nostro integratore a base di vitamina D3 e K2 in grado di favorire il mantenimento dei normali livelli di calcio nel sangue e di contribuire al mantenimento di ossa normali e alla normale funzione del sistema immunitario. 

Il formato spray lo rende comodissimo in qualsiasi occasione, perché non è necessario consumarlo insieme a un pezzo di pane (come altri integratori in commercio) o deglutirlo con acqua.

Puoi tenerlo sempre in borsa, anche in viaggio, perché il flaconcino è da 15 ml. Il prodotto è molto concentrato, perché con sole 3 sole spruzzate si ottengono 2000 UI di vitamina D3!

I soggetti giovani, senza particolari patologie e con una dieta varia spesso integrano la vitamina D nei mesi più freddi, ricorrendo a una sola spruzzata al giorno di D Plus Solution per le sue proprietà.

Insomma, il D Plus Solution è l’integratore perfetto per tutti!

E tu, l’hai già provato?

A presto con nuovi articoli! 

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